Come costruire un riparo di emergenza nel bosco (tarp o naturale)

Riparo di emergenza con tarp teso nel bosco durante un corso di sopravvivenza BOSCO PRO

Un riparo di emergenza serve a una cosa sopra tutte, conservare il calore del corpo. Che tu usi un tarp o solo materiali naturali, la funzione è identica: proteggerti dagli elementi (pioggia, vento, freddo) e prevenire l’ipotermia, il vero rischio numero uno in natura. Conta più isolarsi da terra che avere un bel tetto. Ecco il metodo essenziale, lo stesso dei corsi di sopravvivenza BOSCO PRO.

Un riparo serve a non perdere calore

In emergenza il rischio non è la fame, è il freddo. L’ipotermia arriva molto prima, anche con temperature non estreme se sei bagnato e c’è vento. Un riparo non serve a stare comodi, serve a trattenere il calore che il tuo corpo produce. Da qui discende tutto: piccolo, basso, ben isolato trattiene; grande e arioso disperde.

Tarp o naturale, stessa funzione

Riparo di emergenza con tarp teso nel bosco durante un corso di sopravvivenza BOSCO PRO
Con un tarp e quattro nodi sei al riparo in pochi minuti

Se hai un tarp nello zaino, la struttura è velocissima: una linea di colmo tesa tra due alberi e il telo a falda. Tendilo bene perché la pioggia scivoli via. Se non hai nulla, il riparo naturale fa esattamente lo stesso lavoro: una trave orizzontale, rami inclinati su un lato a fare parete-tetto (il classico lean-to), e sopra fogliame e rami accumulati dal basso verso l’alto come tegole, così l’acqua cola all’esterno. Tarp o frasche, il principio non cambia: una barriera tra te e gli elementi.

Riparo di emergenza naturale costruito con materiali del bosco, corso survival BOSCO PRO
Solo materiali naturali, stessa protezione dagli elementi

Isolarsi da terra, il passo che quasi tutti saltano

È l’errore più comune e più pericoloso. Il calore si perde soprattutto verso il suolo, per contatto. Puoi avere il miglior tetto del mondo, ma se dormi sulla terra nuda ti raffreddi dal basso tutta la notte. Costruisci un letto isolante, uno strato spesso, almeno 20-30 cm compressi, di fogliame secco, felci o rami di conifera. Vale più di una coperta.

Corsisti BOSCO PRO costruiscono il riparo per la notte durante il corso di sopravvivenza
Al corso il riparo lo costruisci e ci dormi davvero

Scegliere il posto e tenerlo piccolo

Prima di costruire, scegli dove. Terreno asciutto e leggermente rialzato (mai in un avvallamento dove ristagna l’acqua), riparato dal vento sfruttando ostacoli naturali, e guarda in alto: niente rami secchi pericolanti sopra di te. Poi tienilo piccolo: lo spazio interno deve contenere te e poco più, perché un volume ridotto si scalda con il calore del tuo corpo. Allestisci sempre finché c’è luce: cercare materiale e montare al buio raddoppia tempo e rischi.

Vuoi costruirlo davvero e dormirci dentro? Nel Corso di Sopravvivenza BOSCO PRO il riparo lo monti con le tue mani e ci passi la notte, con tarp e con materiali naturali. Il Corso Survival Online include il modulo riparo con video dettagliati. BOSCO PRO è la scuola di sopravvivenza con la community più seguita d’Italia.

Edoardo Pedrazzoli spiega la costruzione del riparo durante un corso di sopravvivenza BOSCO PRO
Edoardo Pedrazzoli spiega il riparo sul campo

Ho dormito in ripari costruiti in mezz’ora che mi hanno tenuto al caldo sotto zero, e ho visto persone gelare in tende buone perché non si erano isolate da terra. Il segreto non è il tetto, è il pavimento.

Edoardo Pedrazzoli, fondatore di BOSCO PRO

Edoardo Pedrazzoli, fondatore di BOSCO PRO, istruttore di sopravvivenza certificato ISF. La scuola di sopravvivenza con la community più seguita d’Italia.

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